sabato 30 maggio 2009

martedì 26 maggio 2009

lunedì 25 maggio 2009

UN’EUROPA PER AMICA

Onorevole Elisabetta Gardini, dopo il mondo dello spettacolo il mondo della politica. Quanto la emoziona essere nuovamente candidata al Parlamento Europeo, dove fa parte di commissioni strategiche e dove ha già fatto un importante lavoro per il nostro Paese?

Essere candidata alle europee per me è una grande attestazione di stima. Inoltre sto assistendo, in questa campagna elettorale, a grandi manifestazioni di affetto che testimoniano come il lavoro di parlamentare europeo, se svolto coscienziosamente, viene riconosciuto e apprezzato. La politica, l’ho verificato personalmente, può essere, ed è, una grande passione. Il Parlamento Europeo è un grande palcoscenico dove si compiono delle scelte essenziali per il nostro Paese. Io mi sono sempre impegnata, e continuerò a farlo, a favore della mia regione e del nord est che, ne ho riprova quotidiana, continua ad essere, nonostante la crisi economica, il territorio più laborioso grazie all’onestà e alla dedizione al lavoro dei suoi abitanti.

Quanto influisce sulla sua attività politica essere nata e cresciuta nella nostra terra?

Ritengo che tutta la mia vita e la mia attività politica siano profondamente condizionate dal fatto di essere cresciuta in questa regione e soprattutto all’interno di una famiglia che, ancora oggi, è saldamente legata ai valori più genuini, tipici della nostra gente. La mia è una grande famiglia - siamo cinque fratelli -, in cui la regola principale è il rispetto reciproco e la solidarietà. Sono cresciuta, come tanti miei coetanei, con solidi principi religiosi, con una nozione ben precisa di quali siano i valori sui quali si deve basare la vita, qualsiasi sia la strada che si intraprende.


Come è avvenuto il suo incontro con la politica?

Come spesso accade, nella vita c’è anche molta casualità, ma una premessa è necessaria per capire perché determinate cose succedono: tutti noi facciamo politica qualsiasi sia l’attività che svolgiamo. Abbiamo cioè dei valori, dei punti di vista, che inevitabilmente trasferiamo in ciò che facciamo. Quando nel 2004, sono stata candidata alle elezioni europee, ho fatto una scelta di campo che era assolutamente in sintonia con ciò che sono e con ciò che sono sempre stata. Non sono passata da un mondo frivolo, quello della televisione, a un mondo serio, quello della politica. La serietà è sempre stata alla base della mia attività professionale. Con la politica si è aggiunta la necessità di operare per gli altri, per i propri concittadini e per i propri elettori. E questo non mi costa alcuna fatica al punto che oggi posso dire che la politica è diventata la mia vera passione. So infatti che se mi impegno, se studio, se sono costante e coerente riesco a portare a casa risultati importanti. E questo è fonte di grandissima soddisfazione.

Lei si è occupata, al Parlamento Europeo, di questioni climatiche ed ambientali. Quanto incideranno questi temi sul nostro futuro?

Le voglio dire una cosa. Uno dei miei obiettivi è quello di far sì che proprio il nord est diventi un’area modello in tema di qualità ambientale. Mi piace immaginare tutta la nostra zona come una specie di California dove il rispetto dell’ambiente è regolamentato, dove le emissioni in atmosfera sono controllate, dove è impedita ogni forma di speculazione ambientale. Investire sull’ambiente significa investire sul futuro e suoi nostri figli. Se ritorno in Europa farò il possibile per proseguire in questa direzione ponendo, come ho detto, il Nord Est, al centro della mia azione.

Che messaggio si sente di dare ai cittadini prima del 6 e 7 giugno?

Innanzitutto che bisogna andare a votare, perché in Europa si giocano le partite più importanti per il nostro Paese. Per quanto mi riguarda, al di là delle questioni ambientali e climatiche che hanno una valenza nazionale, intendo impegnarmi per dirottare sul nostro territorio la maggiore quantità possibile di finanziamenti e fondi europei per valorizzare le capacità e le potenzialità della nostra gente. In secondo luogo dobbiamo saper difendere l’interesse nazionale, partecipare attivamente e creare un “sistema paese”, lì a Bruxelles, che ci permetta di incidere sul processo decisionale europeo, attraverso un coordinamento tra Governo, ministeri, rappresentanze, associazioni, gruppi d’interesse e grandi aziende. Tra le priorità aggiungerei la tutela ambientale conciliata, in questo caso, alla crescita e all’occupazione. Infine, darei maggiore spazio alle possibilità di studio e lavoro per i nostri giovani in Europa: vorrei vedere i nostri ragazzi parlare l’inglese e almeno un’altra lingua straniera per potersi trasferire all’estero, studiare e cercare lavoro nelle capitali europee pur sentendosi sempre a casa, in quella che io immagino come una grande e vera “casa europea”.

venerdì 22 maggio 2009

UNO DEGLI OBIETTIVI






PER VOI AL PARLAMENTO EUROPEO



Il lavoro della politica ha ben poco a che vedere con quello dell’attrice teatrale. Eppure, dopo tanti anni nel mondo dello spettacolo, imboccare questa strada ed appassionarmici ha richiesto ben poco tempo. Ho capito subito che la politica è anche e soprattutto quella che hanno cantato gli autori greci e latini. E’ un’arte – oltre che una scienza - che richiede dedizione, disponibilità e voglia di dedicarsi agli altri.

Sono entrata in politica quasi precipitosamente accettando la candidatura di Forza Italia alle elezioni europee del 2004. Poi sono stata consigliere regionale del Veneto e portavoce nazionale del partito.

Sono entrata al Parlamento Europeo quando Renato Brunetta è stato nominato Ministro. Ho sperimentato che l’Europa è un’istituzione importante dove si prendono decisioni sempre più significative per la vita dei paesi che la compongono e quindi per tutti noi.

Ho fatto parte della Commissione ambiente e mi è evidente come sia indispensabile intervenire al più presto per controllare il clima, l’ara, la natura, le acque e tutto ciò che è vitale e primario per la nostra sopravvivenza.

Il Nord-Est soffre gli effetti della sua laboriosità e della sua industrializzazione. Tutto è cresciuto in fretta perché le nostre sono popolazioni speciali che conoscono profondamente il significato del lavoro. Oggi vediamo che mancano infrastrutture, che bisogna velocizzare i percorsi, ampliare la rete stradale che è stata concepita per un mondo che non c’è più. In Europa possiamo restare da protagonisti se ci manteniamo competitivi, se sappiamo dimostrare che il nostro territorio offre maggiori possibilità e risorse rispetto agli altri. Il Veneto, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige, l’Emilia Romagna sono regioni considerate con rispetto in Italia e altrove. Sono terre di mare, di montagna, di collina e di confine. Un mix geopolitico che le rende speciali e che richiede una classe politica impegnata nella difesa delle loro singole specialità.

Al Parlamento Europeo ho iniziato un lavoro che intendo proseguire – e lo potrò fare solo se voi me lo consentirete con il vostro voto -, a favore di quella che considero la mia “terra allargata”. Così, come se fosse una famiglia che si è aperta ad altri mondi ed altre realtà.

Da veneta, contaminata dal rispetto per tutto quello che è il territorio che si estende ben oltre i suoi confini, voglio proseguire il mio percorso politico che è anche un modo per dimostrare la tenacia che le donne sanno esprimere quando si tratta di lavoro e di obiettivi da raggiungere.

Le donne, in politica e non solo, continuano ad essere una sparuta minoranza. Ma io ho appurato di persona quanto sono capaci, competenti, pronte a mettersi in discussione e ad imparare. Un Paese che vota per le donne al Parlamento Europeo, dà prova di civiltà e di democrazia avanzata. E io questo Paese vorrei rappresentare. Un paese che, come le nostre terre, ha espresso nella sua storia valori forti e indiscutibili come la famiglia, la solidarietà, la laboriosità.

Per restare al Parlamento Europeo ho bisogno del vostro aiuto. E’ necessario il vostro voto. E’ indispensabile che sulla scheda, accanto al simbolo del Pdl, scriviate GARDINI.

E di questo, sin d’ora, vi sono profondamente grata.